Una nuova ricerca su larga scala ha trovato un legame tra i comuni conservanti alimentari e i problemi cardiaci. Questo studio mostra che le persone che consumano elevate quantità di determinati conservanti affrontano un rischio maggiore di ipertensione. Affrontano anche un rischio più elevato di malattie cardiovascolari. Questi risultati sono stati pubblicati nell’European Heart Journal.

Uno studio ampio con dati dettagliati
I ricercatori guidati dalla Dr.ssa Laury Hasenböhler hanno studiato oltre 112.000 persone. Lo studio faceva parte del progetto NutriNet-Santé in Francia. Questo progetto monitora la nutrizione e la salute nel corso di lunghi periodi.
I partecipanti hanno registrato nei dettagli i loro pasti. Alcuni partecipanti hanno annotato quasi 100 pasti, inclusi i nomi dei marchi degli alimenti consumati. Questo livello di dettaglio ha permesso ai ricercatori di identificare i conservanti specifici nella dieta di ciascuna persona. Il team di ricerca ha poi monitorato quali partecipanti hanno sviluppato ipertensione o malattie cardiache negli anni successivi.
I ricercatori hanno corretto i loro risultati tenendo conto di altri fattori. Questi fattori includevano l’assunzione di frutta e verdura, il consumo di carne rossa e lavorata, e l’assunzione complessiva di alimenti ultra-processati. Anche dopo questi aggiustamenti, il legame tra conservanti e problemi cardiaci è rimasto. Questa scoperta suggerisce che i conservanti stessi svolgono un ruolo, non solo il cibo a cui sono aggiunti.
I conservanti alimentari collegati ai rischi per la salute
I ricercatori hanno suddiviso i conservanti in due gruppi. Il primo gruppo è chiamato conservanti non antiossidanti. Queste sostanze fermano la crescita di batteri e muffe. Il secondo gruppo è chiamato conservanti antiossidanti. Queste sostanze prevengono l’ossidazione degli alimenti.
Le persone che hanno consumato le maggiori quantità di conservanti non antiossidanti avevano un rischio maggiore del 29% di ipertensione. Avevano anche un rischio più elevato del 16% di malattie cardiovascolari. Questa categoria include infarti, ictus e angina. Le persone che hanno consumato la maggior parte dei conservanti antiossidanti avevano un rischio maggiore del 22% di ipertensione.
Il team di ricerca ha studiato in dettaglio 17 conservanti comunemente utilizzati. Otto di questi erano direttamente collegati a un aumento della pressione arteriosa. Questi otto conservanti sono:
- Sorbitolo di potassio (E202)
- Metabisolfito di potassio (E224)
- Nitrito di sodio (E250)
- Acido ascorbico (E300)
- Ascorbato di sodio (E301)
- Eritorbato di sodio (E316)
- Acido citrico (E330)
- Estratto di rosmarino (E392).

Il sorbato di potassio e il metabisolfito di potassio fermano la crescita di muffe e batteri. Il nitrito di sodio è comunemente utilizzato nelle carni lavorate per prevenire il deterioramento e mantenere il colore. L’acido ascorbico, l’ascorbato di sodio e l’eritorbato di sodio sono tutti correlati alla vitamina C e vengono spesso aggiunti a frutta, verdura e carne lavorate. L’acido citrico è ampiamente utilizzato per regolare l’acidità e prolungare la durata. L’estratto di rosmarino è un antiossidante di origine vegetale aggiunto per rallentare il deterioramento dei grassi negli alimenti confezionati.
Una scoperta sorprendente sulla vitamina C
Un risultato ha colpito particolarmente i ricercatori. L’acido ascorbico, una forma prodotta di vitamina C, è apparso nell’elenco dei conservanti preoccupanti. Questa forma di vitamina C è spesso aggiunta a frutta e verdura lavorate per preservare il colore e la freschezza.
I ricercatori hanno spiegato che la vitamina C naturale agisce diversamente nel corpo rispetto alla versione prodotta utilizzata nella lavorazione degli alimenti. Circa metà degli ascorbati consumati dai partecipanti allo studio proveniva da frutta e verdura lavorate. Questa scoperta suggerisce che la fonte di un composto potrebbe essere importante quanto il composto stesso.
Importanza di questa ricerca
La Hasenböhler ha spiegato che i conservanti alimentari appaiono in centinaia di migliaia di prodotti industrialmente processati. Ha notato che questo studio è il primo del suo genere a esaminare un così ampio spettro di conservanti e la loro connessione con la salute del cuore.
Questo studio è di tipo osservazionale. Ciò significa che mostra un modello, ma non prova che i conservanti causino direttamente ipertensione o malattie cardiache. Tuttavia, i ricercatori affermano che questo modello è abbastanza forte da sollevare preoccupazioni.
Questi risultati si aggiungono alle conoscenze esistenti sugli alimenti ultra-processati. Ricerche precedenti hanno già collegato gli alimenti ultra-processati a un rischio maggiore di morte per malattie cardiovascolari. Questo nuovo studio indica ingredienti specifici che potrebbero contribuire a tale rischio.
Cosa possono fare le persone
I ricercatori raccomandano un approccio semplice basato su questi risultati. Le persone dovrebbero scegliere alimenti freschi o minimamente lavorati quando possibile. Evitare additivi non necessari può ridurre i rischi per la salute a lungo termine.
Gli autori affermano che i loro risultati hanno importanza per la salute pubblica. I consumatori sono esposti a questi composti attraverso migliaia di prodotti alimentari quotidiani. Comprendere quali conservanti presentano il rischio maggiore aiuta le persone a fare scelte più informate al supermercato.
Fonte delle informazioni
- I ricercatori hanno trovato 8 additivi alimentari comuni collegati a ipertensione e malattie cardiache — ScienceDaily
- Conservanti alimentari comuni collegati a ipertensione e malattie cardiache — Società Europea di Cardiologia
- 8 Conservanti alimentari comuni collegati a ipertensione — ScienceAlert





